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Negli ultimi anni i viaggi, sia di piacere che per altri motivi, sono diventati sempre meno complessi e costosi. Da un sistema nazionale che spingeva le persone a rimanere all’interno dei propri confini tramite costi e burocrazia impossibile da superare, oggi è sempre più facile ottenere i visti necessari per viaggiare all’estero, anche al di fuori dell’Unione Europea.

Se viaggiare è diventato quindi nettamente più facile con il passare del tempo, questo non vuol dire che non si debba prestare la giusta attenzione nei confronti della meta che stiamo per visitare. Può sembrare un controsenso, ma conoscere il paese verso cui stiamo viaggiando non è consigliato, ma praticamente obbligatorio se si vuole godere al massimo il proprio viaggio.

Per questo motivo, in questo breve approfondimento, andremo a parlare del Ruanda e di tutti gli aspetti più importanti da conoscere nel caso si voglia organizzare un viaggio verso questo paese.

Cominceremo parlando della componente turistica e delle attrazioni che possono essere visitate all’interno del Ruanda, per finire con il parlare di aspetti più tecnici e importanti come le leggi locali e il clima che ci accoglierà al nostro arrivo.

Il tutto per capire il momento ideale per partire e come organizzare la propria vacanza.

Il nostro viaggio alla scoperta del Ruanda comincia dalla cartina geografica: in mezzo all’Africa e confinante con Tanzania, Burundi, Congo e Uganda, il Ruanda si colloca praticamente a ridosso dell’equatore, un aspetto di cui parleremo maggiormente quando arriveremo ad analizzarne il clima.

Sebbene non sia verde come la vicina Repubblica Democratica del Congo (rispetto alla quale impallidisce anche per dimensioni), scoprirai che una buona parte delle attrazioni del Ruanda sono legate alla natura, di cui si può godere in quella che viene definita la culla della vita.

Con destinazioni come il Parco nazionale dei Vulcani o quello dei gorilla di Mgahinga, il Ruanda si dimostra essere la meta ideale per gli amanti di fotografia naturale e faunistica, con la possibilità di vedere alcuni tra i primati più famosi e rari del mondo.

Il nostro cammino tra la natura non si ferma però certo a queste due destinazioni: la foresta di Nyungwe è famosa per il ponte sospeso Canopy Walkway, una passeggiata al di sopra delle fronde degli alberi non adatta a coloro che temono le altezze ma che saprà ricompensare il coraggio dei propri visitatori con una vista mozzafiato sulla foresta pluviale popolata dagli scimpanzé.

Per chi teme l’altezza, il Lago Kivu risponde alle proprie esigenze mostrando degli spettacoli naturali nati dalla conformazione vulcanica del luogo e ricchi di fauna. Insomma: sebbene il vicino Congo sia una delle mete più famose al mondo per coloro che vogliono osservare i maestosi gorilla, in realtà il Ruanda si rivela essere una meta di nicchia ma che offre le stesse attrattive meravigliose.

Naturalmente questo paese non è solo natura, sebbene questa ricopra un ruolo fondamentale, ma anche storia grazie alla capitale Kigali in cui è possibile trovare (tra le altre cose), il memoriale dedicato al terribile genocidio avvenuto in luogo. Anche a Nyanza si trovano frammenti di storia del paese, per coloro che si vogliono immergere nella cultura della nazione che stanno visitando.

Sebbene la varietà dell’offerta turistica potrebbe essere inferiore rispetto ad altri paesi africani, la specializzazione che ha il Ruanda nei confronti degli spettacoli ed esperienze naturali lo rendono una delle mete più interessanti del continente antico, purché il visitatore sia interessato a ritornare alle proprie origini e scoprire le foreste dove è iniziato il lungo cammino evolutivo degli uomini.

Una volta appurato che il Ruanda è un paese meraviglioso da visitare (e bastano un paio di foto per capire che lo è) è necessario cominciare a documentarsi su tutto quello che c’è da sapere prima di organizzare un viaggio.

D’altronde stiamo parlando di una nazione e di un popolo molto diversi da noi: non solo da un punto di vista climatico, il quale rappresenta un aspetto di vitale importanza, ma anche culturale e legislativo. Quando si visita un paese lontano dal nostro, è sempre bene imparare quelle regole che rischiamo maggiormente di infrangere poiché non sono tali nel paese da cui stiamo partendo.

Cominciamo parlando del clima: come abbiamo detto in precedenza, il Ruanda si trova proprio al di sotto dell’equatore. La vicinanza all’equatore o ai tropici (e tutte le zone comprese) creano un clima molto diverso rispetto al nostro, il quale viene caratterizzato da forti stagioni di piogge che potrebbero ostacolare non poco le nostre vacanze. Per questo motivo è bene tenere a mente le precipitazioni e la temperatura che può essere trovata in questo paese: molte persone, infatti, pensano di poter ottenere capra e cavolo andando a “svernare”, ovvero passare i momenti più freddi dell’anno in un paese tropicale o equatoriale.

Sebbene le temperature in Ruanda siano nettamente alte quando da noi c’è il freddo pungente dell’inverno, è bene tenere d’occhio anche le piogge: la grande stagione caratterizzata dalle precipitazioni, infatti, comincia a settembre per acuirsi nettamente a ottobre e novembre, i due mesi all’anno in cui piove di più.

Le precipitazioni calano quindi (rimanendo comunque alte per la media del paese) durante dicembre e gennaio, per poi ricominciare a salire raggiungendo un nuovo picco tra aprile e maggio.

Se si vogliono evitare queste forti piogge e tutti i disagi che ne conseguono, il periodo migliore per organizzare il proprio viaggio è quello che va da giugno ad agosto, in cui le temperature sono elevate (dai 24 ai 26 gradi) ma le precipitazioni sono contenute, evitando anche molta dell’umidità che potrebbe facilmente rendere irrespirabile l’aria.

Uno degli enormi vantaggi del viaggiare in Ruanda è quello della sicurezza: ad oggi è lo stato più sicuro dell’Africa e il nono paese più sicuro al mondo. Il costo di questa trasformazione è stato proprio il genocidio avvenuto oltre vent’anni fa, uno degli episodi più sanguinolenti della storia moderna e che ha causato al morte di quasi un milione di abitanti come forma di ritorsione per un attacco terroristico. Oggi il paese sta rinascendo, grazie anche al turismo.